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mercoledì 18 giugno 2014

L'Amore quello con la A maiuscola! Condividi questo gesto!

Questa scena sembra un classico: un cavallo che prende da mangiare ... qualcuno dall'altra parte sta facendo un gesto carino! All'inizio del video non si capisce chi sia, ma l'inquadratura si sposta e nasce lo stupore ...

sabato 11 gennaio 2014

Sperimentazione Animale: ignoranza bestiale

La realtà sulla sperimentazione animale è ben differente da quanto sostenuto dalle case farmaceutiche (chi usa la sperimentazione animale). Precisiamo che con il termine vivisezione, spesso usato per comprendere la sperimentazione animale, è una "malsana" traduzione del termine inglese vivisection che, come scritto nell'enciclopedia britannica: operazione su un animale vivente a fini sperimentali, piuttosto che di guarigione, più in generale, tutti gli esperimenti sugli animali vivi.

L'uomo utilizza la vita come un oggetto per un unico scopo: il denaro.

Molti di noi pensano che l'essere umano utilizzi la propria conoscenza per progredire e la vivisection sia un mezzo utilissimo. Non è proprio così. Le case farmaceutiche utilizzano tali pratiche sperimentali perché poco costose ed i risultati, indipendentemente che servano o meno, vengono utilizzati per brevettare prodotti farmaceutici. Per rendere la sperimentazione più proficua è stata fatta passare una legge per l'utilizzo di animali randagi (e non risorse contro la lotta dell'abbandono!). La sete di denaro (non tanto la voglia di far star bene la gente) ha portato anche alla modifica genetica di una certa categoria di cavie da laboratorio per rendere la sperimentazione standard.
Se fosse vero diversamente si sarebbero comunque studiate molte malattie rare. La realtà sta assumendo la reale forma: le malattie rare non vengono proprio studiate in laboratorio perché curerebbero un numero di individui troppo poco remunerativo.
L’industria farmaceutica che sviluppa e produce nuove medicine, è una delle industrie con i maggiori profitti nel mondo e i propri interessi sono fortemente protetti dai governi. Gli esperimenti animali fanno parte degli interessi delle industrie poiché forniscono una difesa legale per la ditta farmaceutica, allorché le persone sono colpite o uccise dagli effetti collaterali dei farmaci. Essi argomenteranno che il prodotto è stato provato nei test sugli animali e si è dimostrato sicuro, quindi nessuna responsabilità legale può essere loro imputata.

Quanti animali sono utilizzati e per cosa?

Ogni anno in Italia sono usati più di 900.000 animali negli esperimenti. Una minoranza di loro serve per effettuare test di sicurezza, in cui gli animali sono nutriti a forza o viene loro iniettata una massiccia dose di nuovi prodotti (medicine, pesticidi, prodotti per uso domestico, composti chimici per uso agricolo e industriale) per vedere se ne restano avvelenati. Comunque la maggioranza degli animali è utilizzata in quella che è descritta come la ricerca medica che si presume sia finalizzata a trovare cure o trattamenti per le malattie umane. Le specie utilizzate includono ratti, cani, topi, gatti,
scimmie, porcellini d’india, pecore, conigli, capre, maiali, uccelli e pesci.

I test di sicurezza sugli animali ci proteggono?

A causa delle differenze biologiche tra persone e tra specie, gli esperimenti sugli animali danno risultati inattendibili su come la gente reagirà a farmaci e sostanze chimiche. Non è sorprendente che il 90% dei farmaci da laboratorio che passa l’esame sugli animali fallisca quando dato alle persone nei test clinici. Il successo ha una frequenza del 10%!
Nuove medicine danneggiano la gente anche se hanno passato i test di sicurezza effettuati su animali e umani- nel solo Regno Unito gli effetti collaterali hanno causato la morte a 1.299 persone e hanno portato all’ospedale per molti giorni 4.487 pazienti nel 2008. Test su topi, ratti, conigli e cani hanno indicato che il calmante Vioxx protegge il cuore umano-ma questo calmante aveva già ucciso molte migliaia di persone di attacco cardiaco e ictus prima di venire ritirato.
Non sorprende che due importanti organizzazione negli US- l’Istituto Nazionale di Salute (NIH) e l’Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) hanno annunciato che stanno eliminando gradualmente gli esperimenti sugli animali e li stanno sostituendo con l’utilizzo di cellule e simulazioni al computer per testare la tossicità di medicine e sostanze chimiche. Queste alternative, se non vengono "richieste dal mercato" non potranno mai essere sviluppate e quindi produrre valori attendibili.

La ricerca sugli animali ci aiuta a trovare cure per le nostre malattie?

Assolutamente no. Infatti, l’uso degli animali nello studio delle malattie umane ha ingannato la scienza e ritardato il progresso medico. Sintomi di varie malattie sono state artificialmente e dolorosamente indotte negli animali e i ricercatori cercano di curarle. Il problema è che la malattia nell’animale non è la stessa come quella che affligge realmente l’essere umano e anche la causa non è mai la stessa, quindi la cura per gli animali non è probabilmente valida per gli esseri umani. Secondo un esperto “la storia della ricerca sul cancro è la storia della cura del cancro sul topo…Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni e semplicemente non ha funzionato per gli esseri umani” Dr. Richard Klausner, National Cancer Institute. Ogni fatto che sappiamo in merito all’HIV e AIDS lo si è imparato dallo studio sugli umani malati. Questo però non ha impedito che milioni di sterline e di vite animali venissero sprecati nel tentativo di studio sulle scimmie. La verità è che l’uso degli animali come sostituti degli esseri umani ferisce non solo gli animali ma anche gli esseri umani. “I sistemi di modelli animali non solo uccidono gli animali ma uccidono anche gli esseri umani” Dr. Irwin Bross ex-Direttore dello Sloan-Kettering, il più grande centro di ricerca sul cancro del mondo.


giovedì 2 gennaio 2014

ECCO PERCHE' LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE PREGIUDICA LA SALUTE DEGLI ESSERI UMANI.


Un'altra risposta (ovviamente indiretta) alle tesi esposte da Caterina Simonsen: "Quanti esseri umani sarebbero guariti e sarebbero vivi, oggi, se al posto degli animali avessimo utilizzato metodi di sperimentazione attendibili? Metodi effettivamente in grado di predire gli eventuali effetti avversi e l'efficacia dei rimedi? E' impossibile non chiederselo...". Laureata alla Eastern Virginia Medical School, specializzata in Neurologia e in Medicina Preventiva, Aysha Akhtar lavora per l'Ufficio Contro Terrorismo e Minacce Emergenti della FDA americana e per il Public Health Service degli Usa (http://www.ayshaakhtar.com/about). Blogger del settore Scienze dell'Huffington Post, in questo articolo Akhtar spiega in quanti modi (tre quelli più importanti) la sperimentazione sugli animali non solo non aiuta gli esseri umani ma ne pregiudica il benessere e la salute. Ecco l'articolo:

"Vostra figlia dodicenne è in partenza per un campeggio estivo e per la prima volta viaggia in aereo da sola. Ma la lascereste salire su quell'aereo sapendo che le probabilità che arrivi senza incidenti a destinazione sono inferiori al 10%? Se la risposta è no, allora dovete chiedervi per quale motivo accettiamo percentuali di rischio analoghe quando invece si tratta di sperimentazione animale. Dopo avere superato i test sugli animali, tutti i nuovi farmaci devono obbligatoriamente entrare nella fase dei trial clinici sull'uomo. Ebbene, chiunque partecipi come volontario a uno di questi trial clinici deve sapere che nel 90% dei casi e oltre il rimedio dimostratosi efficace e sicuro sugli animali si rivelerà invece inefficace o addirittura pericoloso su di lui. In una precedente serie di articoli ho cercato di spiegare perché la sperimentazione animale non funziona. Un fallimento in questo campo ci costa molto più caro che in ogni altro settore scientifico, e reca danno a noi esseri umani in tre modi diversi ma egualmente importanti. .........

PRIMO - I test di sicurezza condotti sugli animali ci possono danneggiare in modo diretto. 

Nel marzo 2006, a sei volontari umani fu somministrata una dose di TGN 1412, una terapia sperimentale creata dalla società TeGenero. Come racconta il giornale online Slate: "Nel giro di pochi minuti, i sei volontari giacevano a terra in preda a collasso. Il composto era stato concepito per attenuare la risposta immunologica, mentre in realtà l'aveva magnificata, scatenando una serie di reazioni chimiche a catena che mandarono tutti e sei i volontari dritti all'ospedale. Per diversi di loro il danno agli organi interni è risultato irreversibile, e la testa di uno di loro s'è gonfiata in modo talmente orrendo che i tabloid inglesi hanno ribattezzato il caso "the Elephant Man trial"". Il TGN 1412 era stato testato sui topi, sui conigli, sui ratti e sulle scimmie senza che venisse riscontrato alcun effetto avverso. Come se non bastasse, le scimmie cynomolgus usate negli esperimenti erano state scelte proprio perché si riteneva che replicassero le reazioni umane che costituivano l'obiettivo del nuovo rimedio TGN 1412 (1). Insomma, non solo nei test erano state usate diverse specie animali ma tra queste erano state scelte le specie che si pensava fossero più idonee allo scopo. Non soltanto le scimmie erano state sottoposte a diversi test di tossicità a dose ripetuta ma per quattro settimane consecutive gli erano state somministrate dosi 500 volte più grandi di quelle in seguito somministrate ai volontari umani. E malgrado ciò, nessuna di loro aveva accusato nessuna delle reazioni avverse che colpirono gli uomini pochi minuti dopo aver ricevuto una minuscola dose del rimedio in regime di trial. Il caso del TGN 1412 esemplifica fino a che punto siano inaffidabili gli esperimenti animali destinati a verificare se un composto o un nuovo rimedio saranno sicuri per l'uomo. Ecco alcuni altri esempi di test animali che hanno causato gravi danni all'uomo:
> Nel 2004, Elan Pharmaceuticals fu costretta a interrompere i trial per un vaccino per l'Alzheimer che aveva ottimamente curato i modelli di "topo Alzheimer", perché la sostanza aveva determinato l'infiammazione del cervello negli umani (2). 
> Una terapia genica fortemente reclamizzata perché aveva curato cani affetti da emofilia fu abbandonata perché aveva danneggiato il fegato e indotto altri problemi negli umani, problemi mai emersi negli esperimenti animali. 
> Un trial clinico sulla fialuridina, giudicata un promettente rimedio per l'epatite B, eseguito dal National Institutes of Health (NIH) fu bruscamente interrotto quando si scoprì che aveva provocato gravissimi problemi al fegato di sette persone, cinque delle quali morirono e per due delle quali si rese necessario un trapianto di fegato. (3) 

Insomma, lungi dal proteggerci, la sperimentazione animale ci espone a forti rischi. Oltre ai rischi diretti, come quelli appena descritti, ci sono anche rilevanti effetti indiretti. ............... 

SECONDO - Test animali fuorvianti possono indurci a scartare rimedi che sarebbero risultati benefici per l'uomo

Non è possibile quantificare quante opportunità siano andate perdute per colpa di inattendibili esperimenti sugli animali. Ma innumerevoli esempi ci dicono che per fortuna sono gli stessi ricercatori a giudicare inaffidabili i test animali. Per esempio: > Un editoriale di Nature Reviews Drug Discovery (http://www.nature.com/nrd/journal/v2/n3/full/nrd1057.html) rivela che il tamoxifene, uno dei più efficaci rimedi contro alcune forme di tumori al seno è stato sul punto di essere scartato perché provocava tumori al fegato nei ratti, cosa che non succede negli esseri umani. 
> Il trattamento contro la leucemia a base di Gleevec andò quasi perduto perché determina una gravissima forma di tossicità nei cani ma non nell'uomo (4). Fortunatamente, il produttore decise di svilupparlo sulla base dei promettenti risultati ottenuti su colture cellulari umane. Come argomenta John Pippin, direttore del Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM): "Il Gleevec è la storia di un successo costruito sulla base di una progettazione razionale e di test realizzati con metodologie specie-specifiche, un rimedio che prolunga la vita che non sarebbe mai stato sviluppato se i risultati dei test sugli animali fossero stati presi seriamente in considerazione dai ricercatori. 
> Gli esperimenti realizzati sugli animali ritardarono l'approvazione della ciclosporina, rimedio utilizzato con successo per i disordini autoimmuni e per combattere il rigetto post trapianti d'organo (5). 
> Esperimenti realizzati sugli animali suggerivano che una perdita precoce della vista è causa di irreversibile cecità, finché un individuo cieco dalla nascita non riacquistò la vista in seguito a un'operazione per rimuovere una cataratta eseguita quand'era già in là con gli anni (6). In virtù di questa scoperta "umana", molti individui ciechi ora possono riacquistare la vista grazie a operazioni che sulla base dei precedenti esperimenti animali erano state giudicate inutili. Solo cinque dei 10.000 potenziali rimedi testati in laboratorio raggiungono lo stadio dei trial clinici sull'uomo. Molti non vanno oltre i test animali a causa di reazioni specie-specifiche. Ma è possibile, anzi probabile, che molte di queste sostanze si sarebbero rivelate straordinariamente sicure ed efficaci per l'uomo

Domanda: Quanti esseri umani sarebbero vivi, oggi, se al posto degli animali avessimo utilizzato metodi di ricerca e sperimentazione davvero attendibili? Metodi effettivamente capaci di predire gli eventuali effetti avversi e l'efficacia dei rimedi? E' impossibile non chiederselo. E adesso veniamo al terzo danno che ci procurano gli esperimenti sugli animali. ........... 

TERZO - Il tempo e il denaro sprecati negli esperimenti animali avrebbero potuto essere convogliati a sostegno di test specie-specifici di ben altra attendibilità. 

Un inattendibile modello animale di malattia può spingere i produttori di cure e trattamenti nella direzione sbagliata, con spreco di tempo e di considerevoli investimenti. In media, una società farmaceutica spende più di 1 miliardo di dollari per portare un nuovo rimedio sul mercato. Il National Institutes of Health (NIH) americano convoglia quasi metà dei suoi finanziamenti - fino a 14,5 miliardi all'anno di tasse dei contribuenti - verso gli esperimenti animali. I ricercatori vengono ripetutamente tratti in inganno e sospinti in vicoli ciechi da informazioni estrapolate da esperimenti animali che si rivelano, più tardi, inaccurati, insignificanti o addirittura in contrasto con la biologia umana. Ci sono voluti più di 25 anni di fallimenti sul terreno dei vaccini contro l'AIDS perché i ricercatori cominciassero finalmente a interrogarsi sull'utilità dei primati non umani per gli esperimenti sull'HIV, e più di 30 anni perché si rendessero conto che il modello roditore del diabete è sbagliato. Possiamo essere sicuri che le vittime della tragedia del TGN 1412 non rischieranno mai più la vita sulla base di esperimenti animali. La verità è che un test in vitro basato su colture umane avrebbe previsto gli effetti dannosi del medicamento e protetto quegli uomini (7). Quanti altri esseri umani devono ancora soffrire e morire prima che ci rendiamo conto che se vogliamo davvero aiutare noi stessi dobbiamo eliminare alla radice la sperimentazione animale e concentrarci sullo sviluppo di metodi più efficaci basati sull'uomo?". 

Bibliografia 1- Akhtar (2012) Animals and public health. Why treating animals better is critical to human welfare. Hampshire, UK: Palgrave Macmillan, p. 147-148. 2 - Allen. Of mice and men. The problems with animal testing. Slate. June 1, 2006. 3- Mckenzie, et al. Hepatic Failure and Lactic Acidosis Due to Fialuridine (FIAU), an Investigational Nucleoside Analogue for Chronic Hepatitis B. N Engl J Med 1995; 333:1099-1105. 4 - Pippin. South Texas Law Review 2013; 54: 469-511. 5 - Greek, Greek. Animal research and human disease. JAMA 2000; 283: 743-744. 6 - Ostrovsky, et al. Vision following extended congenital blindness.Psychological Science 2006; 17: 1009-1014 7 - Dhir et al. A predictive biomimetic model of cytokine release induced by TGN1412 and other therapeutic monoclonal antibodies. J. Immunotoxicol. 2012;9:34-42. Leggi qui il testo originale: http://www.huffingtonpost.com/aysha-akhtar/animal-experiments_b_4209541.html

http://www.ayshaakhtar.com/about
 

domenica 24 novembre 2013

INFORMAZIONI SU METODI ALTERNATIVI ALLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE


di Stefano Cagno
Dirigente Medico Ospedaliero
Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate (MB)

Molto spesso mi viene chiesto come posso sperimentare una nuova sostanza prima di somministrarla agli esseri umani, se non voglio ricorrere alla sperimentazione animale e quindi quali alternative esistono.

Prima di parlare dei metodi sostitutivi/alternativi, bisognerebbe fare qualche premessa. 
È scientifico solo ciò che è dimostrato tale. Un metodo scientifico è tale se è riproducibile ossia se eseguito in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e da qualsiasi sperimentatore, da un risultato sempre identico. Si chiede ai metodi sostitutivi la sperimentazione animale di essere validati, ossia di dimostrare che i risultati che si ottengono sono predittivi di quanto poi accadrà nella nostra specie. Peccato che nessun modello animale sia mai stato validato ed anzi, quasi sempre, i risultati ottenuti con i metodi sostitutivi vengono paragonati a quelli ottenuti con la sperimentazione animale. Si cerca quindi di validare alcuni metodi (sostitutivi) usando come paragone altri metodi mai validati (modelli animali). Alcuni ricercatori affermano che la storia ha validato i modelli animali: ma quale storia, quella del 2012 o dell’ottocento?  Prima di parlare di validazione dei metodi sostitutivi bisognerebbe validare i modelli animali, se ciò non è possibile significa che noi prendiamo in giro l’opinione pubblica convincendola, solo con le chiacchiere, che quanto facciamo prima di sperimentare sulla nostra specie è valido, ma in realtà le vere cavie diventano gli essere umani.

Inoltre è inutile criticare i metodi sostitutivi, se quasi la totalità dei finanziamenti finisce nella sperimentazione animale. Se poi facciamo il possibile per non applicare i metodi sostitutivi, nessun finanziatore privato investirà soldi in questo campo se saprà che poi non potrà brevettare e vendere il metodo.
Infine una osservazione. Se chi sperimenta sugli animali fosse sicuro dei propri metodi dovrebbe essere il primo a chiedere la validazione, perché, se ci riuscisse, metterebbe a tacere definitivamente gli antivivisezionisti scientifici. 
Detto questo vediamo qualche dato sulla affidabilità e la sicurezza per la nostra specie che ci viene dalla sperimentazione animale.

Il 92% delle sostanze che superano la sperimentazione sugli animali non superano la sperimentazione umana (fonte FDA, ossia l’organismo statunitense di controllo sulla commercializzazione dei farmaci -Lester Crawford, FDA Commissioner, in The Scientist 6.8.04 "More compounds failing Phase I" / US Food and Drug Administration (2004) Innovation or Stagnation, Challenge and Opportunity on the Critical Path to New Medical Products). 
Il 51% dei farmaci commercializzati negli USA presenta gravi reazioni avverse che non si erano verificate nei test sugli animali (fonte Associazione dei Medici Statunitensi - Moore T.J., Psaty BM. e Furberg CD. Time to act on drug safety. JAMA, 279: 1571-1573, 1998 ).
100.000 cittadini statunitensi muoiono ogni anno per avere assunto farmaci che si suppone fossero innocui negli animali (idem - Lazarou J, Pomeranz BH, Corey PN.Incidence of adverse drug reactions in hospidalized patients. A meta-analysis of prospective studies. JAMA, 279: 1200-1205, 1998).

Quindi la sperimentazione animale fallisce nel 92% dei casi nel passaggio alla sperimentazione umane e nel 51% dell’8% rimanente dopo la commercializzazione, ossia su 100 sostanze sicure negli animali, 92 sono tossiche e/o inefficaci nella sperimentazione umane e altre 4 sono tossiche dopo la commercializzazione. Quindi su 100 sostanze sicure negli animali, almeno 96 si dimostrano tossiche e/o inefficaci nella nostra specie. Questi dati mi fanno affermare che la sperimentazione animale è una truffa perpetrata ai danni del consumatore. 
Alla luce di questi dati abolirei la sperimentazione animale anche in mancanza di alternative. 
In realtà le alternative esistono. Quanti sperimentano sugli animali affermano che le colture cellulari non possono sostituire gli animali perché su di esse non si può studiare la metabolizzazione e l’eliminazione delle sostanze/farmaci. Tuttavia preferisco ottenere risultati parziali, ma affidabili, perché riferiti a quanto succede in un solo organo ma umano (es. cellule di epatociti umani), piuttosto che avere risultato complessivi ma inaffidabili perché riferiti ad altre specie che metabolizzano ed eliminano le sostanze in maniera differente rispetto alla nostra. Curioso poi constatare che secondo chi sperimenta sugli animali le colture cellulari umane  non servirebbero, ma il 20% degli animali uccisi in Italia serve proprio per allestire colture cellulari che in questo caso uniscono il limite di fornire risultati parziali a quello che appartengono anche a specie differenti dalla nostra, ossia sono parziali ed anche inaffidabili.

Soprattutto però bisognerebbe sfruttare le nuove tecnologie come la farmacogenomica, la proteomica e i simulatori metabolici 

Esiste l’errata idea che un solo metodo alternativo debba sostituire un modello animale e su questo errato presupposto si basa tutta la propaganda di chi è favorevole ai test sugli animali. È infatti innegabile che l’unico modello che può sostituire un organismo nel suo complesso sembrerebbe essere un’altro organismo nel suo complesso. Ma se ci muoviamo su questa strada utilizzando gli animali, non usiamo un modello semplificato, ma uno complicato dal fatto che aggiungiamo centinaia e migliaia di variabili che differiscono da specie a specie. Con i roditori condividiamo il 95% del DNA, ma quel 5% di differenza significa almeno 1500 geni differenti che codificano per 1500 proteine differenti che saranno responsabili di 1500 caratteri fenotipici differenti. Un metodo di ricerca come quello del simulatore metabolico servirebbe, invece, ad unire risultati parziali ottenuti con materiale umano che non risentono delle influenze delle centinaia e migliaia di variabili presenti in tutte le altre specie. La somma dei risultati parziali, la loro analisi e la valutazione delle loro correlazioni possono fornire una previsione di gran lunga più affidabile dei modelli animali. È una questione di volontà, non di possibilità.

Dr. Stefano Cagno
Dirigente Medico Ospedaliero
Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate (MB)

domenica 17 novembre 2013

#CambiamoilMondo e #RiflettiamosullAmbiente


Altro video shock, con immagini forti che tuttavia dovremmo vedere per comprendere quanto la nostra disattenzione verso l'ambiente sta causando danni irreversibili verso il delicato ecosistema. Voglio parlare in questo articolo della plastica, che, se abbandonata nell'ambiente, può causare dei danni enormi, inquina terra, fiumi e oceani. Le “plastiche alogene” rilasciano sostanze chimiche nocive che possono penetrare in profondità è quindi necessario smaltirle nella raccolta differenziata permettendo alle plastiche di avere una nuova vita invece di inquinare l'ambiente.
Spesso vengono erroneamente ingerite dagli animali che le scambiano per cibarie colorate, come si può vedere in questo video. Riflettiamo e ricordiamoci che, tutti insieme, possiamo fare qualcosa! 
Suggeriamo l'uso di questi hangtag ogni qualvolta trovate un documentario sull'ambiente e lo volete condividere nei vari socialnetwork:
#CambiamoilMondo
#RiflettiamosullAmbiente

domenica 20 ottobre 2013

L'alimentazione del nostro cane non deve essere a discapito di altri!


Di seguito troverete un elenco di aziende “cattive” e aziende “buone”, elaborato unendo le liste Oipa  e Vivo. L’invito, ovviamente, è quello di acquistare pet food non testato sugli animali. Anche perché, come spiega l'Oipa, “i test su animali (inutili e crudeli) potrebbero essere facilmente aboliti mettendo in commercio prodotti sicuri, la cui appetibilità e digeribilità siano garantite dalla buona qualità degli ingredienti e grazie ad indagini di mercato presso campioni di clienti e rifugi per animali randagi”.
1) Aziende che eseguono test su animali

  • GRUPPO MARS:

Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea).

Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea)

    • GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:

    Hill's Science Diet, Hill's Prescription Diet.


    • GRUPPO PROCTER & GAMBLE:

    Iams, Eukanuba.

      • GRUPPO NESTLÈ:

      Cani: Bull (bocconi), Fido, Friskies, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets. Gatti: Felix, Friskies (Gourmet), Fufi (bocconi), Purina ONE, Pro Plan.

      Note: Nestlè è boicottata da 20 Paesi del Mondo già per motivi umanitari (scorretta commercializzazione del latte in polvere nei Paesi del Terzo Mondo e conseguente morte di centinaia di migliaia di bambini).


      • BAYER:

      Cani: PRO GRES. Gatti: PRO GRES.

      Note: Non sappiamo se tale alimento sia stato testato su animali. Certo è che Bayer è una azienda farmaceutica/chimica/agrochimica (pesticidi e OGM) tra le più grosse del mondo e tra le più attive nel campo della vivisezione. È pertanto consigliabile NON scegliere i prodotti Bayer per i propri acquisti.


      • HEINZ


      • NUTRO

      2) Aziende che NON eseguono test su animali:

      La stragrande maggioranza delle piccole aziende private e non di proprietà delle multinazionali della lista 01, non hanno interesse a sovvenzionare costose sperimentazioni su animali. Pur utilizzando di norma ingredienti testati su animali da terzi, o vendendo prodotti realizzati dalle aziende di cui al punto precedente, non incentivano questi testcommissionandoli espressamente o eseguendoli in laboratori di proprietà. "Considerata l'attuale situazione generale, possono essere pertanto giudicati "meno peggio"", dice il Comitato.

      • Adragna Alimenti Zootecnici srl

      • Affinity Petcare (Cani: Advance, Advance Veterinary Diets, Ultima, Puppy Chow, Dog Chow. Gatti: Advance, Advance Veterinary Diets, Ultima, Cat Chow, Brekkies Excel Cat, Special Care. Note: la linea Chow è stata di recente acquistata da Purina per cui sono ancora in circolazione vecchie confezioni prodotte da Purina)

      • Agras Delic (Schesir, Adoc, Dreesy, Stuzzy)

      • Almo Nature

      • Aniwell

      • Arovit: (Ronnie per cani, in vendita presso Coop, Bossie per gatti, in vendita presso Coop, Miao per gatti, in vendita da Esselunga, Bau per cani, in vendita da Esselunga, Winner Cat, solo cibo umido per gatti, in vendita da Ld Market, Winner Dog, solo cibo umido per cani, in vendita da Ld Market

      • Befood

      • BIOMill

      • COOP solo cibo umido (il mangime secco COOP è prodotto da un'azienda italiana la cui politica aziendale al riguardo non è nota. La COOP ha tuttavia dichiarato "Gli attuali fornitori di alimenti per cani e gatti, non effettuano test "nutrizionali". Le formulazioni dei prodotti sono ricavate da linee guida ( FEDIAF / AFNOR) e quindi non si rende necessario verificare in vivo le ricette)

      • Csj

      • Dorado S.R.L. ( Exclusion Baubon Gloden Food Primacy

      • Eagle Italia

      • Effeffe Petfood (Società controllata di Arovit).

      • Giuntini – Conagit (Crancy Italian Way Crancy Byrba cani, Keké gatti, Pro34 Sandy Light KeKè Pro 26D cane, Pro 34 gatto, Winner Dog Winner Cat )

      • Monge (Le chat, Le chat patè, Gemon, Gran Bontà, Gran Bontà, le delizie dello chef, Simba, Artù, Moustache, Rudy)

      • Natural life pet food

      • Nature Italia Srl

      • Naturina Natural petfood

      • Nova Food

      • Number One Biological

      • Pascoe's

      • Pet Life srl

      • Petfood Italia

      • Saluspet

      • SANYpet

      • Spagnol Group

      • Valpet

      • Vet Line

      • Zoodiaco

      03. Aziende da preferire: totalmente cruelty-free

      Nessuna delle marche comprese nelle liste 01 e 02 cerca di risolvere il problema di fondo dell'uccisione di animali di altre specie (mucche, maiali, vitelli, conigli, polli, ecc.) per nutrire cani e gatti o altri "animali d'affezione" carnivori. Sulla scelta di nutrire i pet con un cibo sano e contemporaneamente "senza crudeltà" verso altri animali ci riserviamo di scrivere a breve un post. Intanto, ecco le aziende che producono anche linee di cibo vegetariano per animali:

      • AMÌ:

      Crocchette vegetariane per cani e gatti


      • BENEVO:

      Umido e crocchette vegan per cani e gatti. Si trova nei negozi on-line.


      • BIOPUR:

      Ha alcuni tipi di umido per cani vegetale. Si trova nei negozi on-line.


      • BURNS:

      garantita da Uncaged riguardo ai test su animali, produce anche una linea di umido per cani vegetale. Si trova nei negozi on-line.


      • DENKADOG:

      tutti senza additivi e conservanti, i prodotti si ordinano per telefono, fax o posta elettronica, oppure direttamente presso l'azienda EuroService. È offerto un tipo di crocchette vegetali per cani: "Denkadog superior hypo sensitive".


      • ROCKY:

      Produce vari tipi di biscotti e snack vegetali per cani. Si trova nei negozi on-line.


      • SANI&SALVI:

      Linea di crocchette vegetariane per cani e gatti. Si trova nei negozi on-line.


      • TERRA-PURA:

      Ha un tipo di umido per cani vegetale (non per gatti). Si trova nei negozi on-line.


      • VECAN:

      Crocchette per cani prive di carne e derivati animali, 100% vegetali, a marchio Vitadacani.


      • YARRAH:

      Produce sia cibi carnivori che vegetariani (vegetariani solo per cani), crocchette e umido, e si trova nei negozi di alimentazione naturale.

      Fonti:


      domenica 29 settembre 2013

      Le lacrime del piccolo elefante per sua madre che tenta di ucciderlo... agghiacciante!


      Queste immagini agghiaccianti dovrebbero indurre ad una riflessione:
      perché per soddisfare la nostra curiosità costringiamo dei grossi pachidermi a vivere in anguste gabbie?
      Ovviamente questo discorso vale per tutti gli animali che teniamo negli zoo cittadini.
      In natura gli elefanti vivono in grandi spazi ed in branco. Animali pacifici, sono molto uniti al proprio branco e non abbandona mai un membro. Questo vale soprattutto per i nuovi arrivati: se una madre non può occuparsi del proprio cucciolo ci pensano le femmine del branco.
      Nel 2010 in India, mentre un gruppo di pachidermi attraversava dei binari, due cuccioli sono rimasti incastrati tra le rotaie mentre stava sopraggiungendo il treno. I membri del branco, nell'estremo tentativo di difenderli, hanno fatto scudo con il proprio corpo. Otto di loro sono morti il resto è rimasto a vegliare i cadaveri per tutta la notte.
      Cosa è  accade nello zoo cinese?
      Perché questa elefantessa cerca di uccidere il proprio cucciolo fermandosi solo quando crede di averlo fatto?
      Forse è proprio per colpa della nostra curiosità: stiamo snaturando questi pacifici animali, modificando in cattività la loro indole! Riflettiamo...

      Gabriella Badini

      lunedì 22 luglio 2013

      Cane salva il bambino poi muore per la fatica

      Cane salva il bambino poi muore per la fatica

       


      E' stato probabilmente stroncato dalla fatica Trip, esemplare di pastore tedesco di dodici anni, morto nell' entroterra genovese la settimana scorsa per salvare il suo padroncino, Matteo, di cinque anni, caduto in una vasca colma di acqua stagnante. Il cane era un regalo di nozze che i genitori di Matteo, una coppia abitante nell' hinterland milanese, si erano scambiati dodici anni fa per l' anniversario delle nozze; poi Trip era diventato il piu' fidato amico del loro figlio Matteo. Il bambino, secondo una sommaria ricostruzione dei fatti, la settimana scorsa era in vacanza da una zia in una casa a Mignanego, nell' entroterra genovese, e stava giocando con una palla nel prato. A un tratto il piccolo e' scomparso alla vista dei genitori; sono cominciate le ricerche e dopo qualche tempo il padre lo ha trovato nella vasca, un vecchio abbeveratoio per le mucche, sempre vuoto, che pero' in questi giorni si era riempito con la pioggia. Il piccolo e' stato salvato dal cane Trip che, accortosi di quanto era accaduto, si era lanciato nella vasca e lo aveva spinto contro la parete impedendogli cosi' di scivolare in acqua e annegare. Lo sforzo deve essere stato immane, tanto che, quando il papa' ha tratto in salvo Matteo, il cane era morto da pochi istanti stroncato dalla fatica.
       
      tratto da
      Pagina 13(15 ottobre 1995) - Corriere della Sera

      martedì 21 maggio 2013

      #RiflettiamosullAmbiente - Il futuro nelle Vostre Mani!

      La VITA è al centro delle nostre iniziative, ma si regge su tre pilastri fondamentali: l'ENERGIA, la TERRA e l'ACQUA!
      Segui l'evento #RiflettiamosullAmbiente -> http://goo.gl/8vlJU