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domenica 27 ottobre 2013

IL LECCIO-SUGHERA DI MONTE SAN BIAGIO


Un monumento vegetale di sicuro e indubbio valore è il grande Leccio-sughera segnalato dalla Stazione Forestale di Fondi in occasione del censimento indetto dalla Regione Lazio. Molto interessante la sua carta di identità. Metri 5,23 di circonferenza di fusto (rilevati nel 2010), 25 metri di altezza, 28 metri il diametro della chioma, una data di nascita che può essere ricondotta al diciottesimo secolo.
Lo si raggiunge partendo dalla Strada Statale Appia e portandosi verso la frazione di San Vito. Da questa frazione la strada si biforca; occorre prendere il ramo di sinistra e, subito dopo, all’asfalto subentra un fondo brecciato. Ci si inoltra lungo la valle del torrente Dupante (le cartine IGM riportano il toponimo Topante). Dopo 5 chilometri esatti dalla strada statale si ferma l’auto. A piedi, ci si dirige nel prato,verso destra e si percorrono non più di duecento metri. Non sono facili, agli occhi, questi duecento metri. Ai resti interessanti di un’antica cisterna d’acqua e di una costruzione, fanno da contraltare un grosso serbatoio zincato abbandonato a ridosso di un albero e alcuni copertoni di camion o di trattore disseminati sul prato. L’albero si trova oltre un recinto di filo spinato facilmente superabile, al di là del quale i terreni, albero compreso, sono di proprietà del Comune di Monte San Biagio. Anche sull’albero si sente la fastidiosa presenza dell’uomo: colpi di accetta inferti senza ragione alcuna sul fusto, tracce di fuoco acceso alla base del tronco...
Il Leccio-sughera di San Vito è senza dubbio l’albero più rappresentativo del territorio comunale di Monte San Biagio: qualche misura di tutela, da parte delle autorità comunali, nei suoi confronti è necessaria.


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