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lunedì 7 ottobre 2013

LA QUERCIA DI PRUGNANA

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Dopo la scomparsa dell’enorme farnia di Senni, la più grande quercia del Mugello, e una delle più grandi della Toscana, è quella conosciuta col nome di “La Quercia di Prugnana”. Si trova, lambita dalle ultime case, a Galliano, frazione di Barberino del Mugello. Le dimensioni sono da quercia di primissimo piano: 6 metri la circonferenza del fusto, 20 l’altezza, 32 il diametro della chioma. A cosa si debba il nome è alquanto controverso; si ipotizza che sia quello di un antico proprietario di cui si è persa la memoria.
L’interno del grande tronco è vuoto e –raccontano i più anziani - fino a diverse decine di anni fa esisteva una grossa apertura che permetteva loro, bambini, di giocarci a nascondino. Quando la conobbi, oltre venti anni fa, per la crescita dei tessuti di cicatrizzazione si era ridotta a un minuscolo pertugio tale da non far passare neppure un gatto. Dodici anni fa, al momento dell’inserimento della quercia nel mio libro sugli alberi monumentali di Firenze e provincia, si era già richiusa.
Nonostante le dimensioni e la grande bellezza, la pianta era sconosciuta perfino al personale della stazione forestale di Barberino, tanto da essere sfuggita al grande censimento del Corpo Forestale degli anni Ottanta. Il motivo sta nel fatto che la quercia, pur dominando tutto l’ambiente attorno, è occultata dall’altura su cui sorge Galliano, e si palesa solo allorché si arriva a meno di cento metri.
Nonostante la grande ampiezza della chioma, ciò che impressiona di più è l’apparato radicale. Di solito si dice che la quercia, tanto si estende sopra con la chioma, tanto fa sotto con le radici. La quercia di Prugnana fa molto di più. I suoi rami, infatti, arrivano a una distanza di 16 metri dal fusto, in ogni direzione, ma le radici… A 50 metri di distanza, tempo fa costruirono delle palazzine. Raccontano i vicini che quando scavarono per costruire le fondamenta, le ruspe tranciarono alcune radici, poco più che capillari, ma ancora vive, cioè provenienti da una pianta viva, e l’unica pianta dei dintorni era proprio lei, la grande Quercia di Prugnana. Ipotizzando la stessa estensione in ogni direzione, l’apparato radicale della quercia si estenderebbe per più della grandezza di un campo di calcio.


Valido Capodarca

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