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giovedì 10 ottobre 2013

UNA TESTIMONE DI GUERRA

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Autunno 2007. Con l’amico Nino Finauri abbiamo appena lasciato la malandata quercia di San Liberio e ci stiamo dirigendo verso Fano, percorrendo Via di Cerbara quando il nostro sguardo viene catturato dalla superba figura di un’altra quercia, incantevole per i suoi colori autunnali carichi al punto giusto. Le misure dicono: m. 4,27 la circonferenza, 20 l’altezza, 27 il diametro di chioma. Stiamo effettuando i primi rilevamenti, quando si avvicina un anziano del posto, il signor Terenzi, che ha vissuto tutti i suoi ottanta anni all’ombra della quercia: l’informatore ideale.
La sua memoria ci riporta ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, più precisamente al 1944.
“Se i Tedeschi avessero avuto le armi degli Alleati – dichiara il signor Terenzi – questi ultimi non sarebbero mai riusciti a spostarli di là”, e indica la linea di colline che si stendono sulla sinistra del Metauro.
“Lì sopra passava la Linea Gotica – continua il nostro testimone – su quest’altra stavano, invece, gli Inglesi. Questi sparavano, i Tedeschi rispondevano ma i loro cannoni avevano una gittata minore e molte granate caddero proprio qui, attorno alla Quercia, scavando buche enormi.
La chioma della Quercia, per quanto ancora in ottimo stato, presenta un vuoto, dovuto alla mancanza di un grosso ramo. Non si è trattato, tuttavia, dell’effetto di una delle citate bombe, ma di un violento fortunale – racconta sempre il Terenzi – abbattutosi sulla quercia cinque o sei anni prima.


Valido Capodarca

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